Il Pakistan a sostegno dell’Arabia Saudita nella crisi yemenita

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Secondo un recente rapporto apparso su Middle Eastern Eye, su richiesta di Riyadh il Pakistan sarebbe pronto a intervenire nella crisi in Yemen, schierando truppe dell’esercito lungo il confine meridionale con l’Arabia Saudita, al fine di contenere eventuali attacchi dei ribelli Houthi.

In un recente incontro con il Vice Primo Ministro yemenita Abdulmalik Aduljalil Al-Mekhlafi, il Presidente Mamnoon Hussain aveva sostenuto la cooperazione dei paesi musulmani per il progresso e la stabilità della regione. A tal proposito, il Pakistan sembrerebbe orientato a lavorare in questa direzione sostenendo il Presidente Hadi e contribuendo al processo di pace in Yemen. Il coinvolgimento pakistano nel conflitto potrebbe però essere anche il segnale di un riavvicinamento tra Islamabad e Riyadh dal momento che, negli ultimi due anni, il Pakistan ha cercato di allontanarsi dal suo approccio tradizionale a sostegno dell’Arabia Saudita, tutelando le relazioni con l’Iran.

Nel marzo del 2015, una coalizione di dieci Stati arabi a guida saudita ha avviato una campagna di bombardamenti aerei contro i ribelli Houthi, che avevano preso il controllo della capitale yemenita, Sana’a. Alleato chiave della dinastia saudita, il Pakistan non aderisce alla coalizione. Dopo una serie di dibattiti, infatti, il Parlamento pakistano approva all’unanimità una risoluzione di neutralità del paese nel conflitto yemenita, segnando una frattura tra i due partner. La decisione del Pakistan di non appoggiare l’intervento dell’Arabia Saudita contro i ribelli Houthi è avvertito come il segnale di un indebolimento dei rapporti costruiti su strategici interessi tra Islamabad e Riyadh.

Se confermata, la notizia del coinvolgimento del Pakistan nello Yemen potrebbe garantire il processo di normalizzazione delle relazioni con l’Arabia Saudita, ma nell’ottica della Soft Power, in cambio del sostegno militare, Islamabad potrebbe puntare all’appoggio di Riyadh nella questione kashmira. A differenza dell’Iran, infatti, l’Arabia Saudita ha da sempre tutelato i rapporti con Nuova Delhi, piuttosto che supportare il Pakistan e difendere i musulmani nella regione contesa. Con il sostegno di Riyad, e della Cina, Islamabad potrebbe lavorare in funzione di una rete diplomatica contro l’India, che gode dell’appoggio informale della Russia, aumentando così il proprio peso negoziale sul piano internazionale, oltre che tentare di spostare dalla propria parte tutti i musulmani del Kashmir, che accusano il Pakistan di fomentare il terrorismo nella regione.

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