Il Pakistan-China economic Corridor

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Il Corridoio economico tra il Pakistan e la Cina (China-Pakistan Economic Corridor, CPEC) è un progetto che prevede accordi nel settore energetico e la costruzione di strade e ferrovie che collegano la città portuale di Gwadar – nella provincia pakistana del Baluchistan al confine con l’Afghanistan e l’Iran – a Xinjiang, regione nord-occidentale della Cina. Un ingente investimento di 46 miliardi di dollari, che preoccupa fortemente l’India per le implicazioni di natura politica e di sicurezza.

Il CPEC è considerato un’estensione dell’ambizioso piano One Belt, One Road, che mira a rafforzare la connettività e la cooperazione tra partner asiatici attraverso una serie di grandi progetti infrastrutturali, come la costruzione di un’autostrada di 1.100 chilometri, che collega le città di Karachi e Lahore; la completa ristrutturazione della Karakorum Highway, che già unisce la città di Rawalpindi alla Cina, e l’ammodernamento della linea ferroviaria tra Karachi e Peshawar, che permetterà l’ampliamento della rete ferroviaria dal Pakistan alla città di Kashgar, nella regione dello Xinjiang. Per promuovere lo sviluppo industriale e l’efficacia del corridoio economico tra la Cina e il Pakistan, è strategica anche la partecipazione dell’Iran. Le immense risorse energetiche della Repubblica islamica garantiranno, come ha sottolineato il Ministro pakistano per il petrolio, Shahid Khaqàn Abbasi, una fornitura di gas tale da alleggerire il peso della crisi energetica del paese. Così come il CPEC aprirà la Cina a nuove rotte verso il petrolio del Medio Oriente, contribuendo a ridurre la dipendenza del paese dall’Occidente.

I lavori per la realizzazione della nuova “via della seta” sono stati avviati, ma non sembra abbiano ottenuto l’approvazione di Nuova Delhi. Il CPEC permetterà alla Cina di gestire i propri traffici commerciali ed energetici avendo direttamente accesso al porto di Gwadar e rafforzerà anche l’economia del Pakistan. Inoltre, le rotte stradali e ferroviarie previste attraverseranno il Gilgit Bultisan, area del Kashmir amministrata dal Pakistan,  rischiando di alimentare tensioni già in essere nella regione storicamente contesa tra India, Pakistan e Cina. Il timore indiano nasce dunque dal contenimento della minaccia pakistana e dalla spinta cinese che più di tutti potrebbe alterare gli equilibri geopolitici dell’area, considerando l’ambizione del gigante asiatico di espandersi sul continente, anche alla luce della politica trumpista, diretta a ostacolarne l’ascesa.

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