Mass media e politica lungo il confine tra Etiopia e Sud Sudan

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Nel corso dell’ultima settimana sono apparsi sui mass media del Corno d’Africa diversi articoli che paventavano un’imminente crisi diplomatica tra Etiopia e Sud Sudan. L’oggetto del contendere, secondo tali fonti, sarebbe stata la visita effettuata dal presidente sud sudanese Salva Kiir in Egitto il 10 gennaio. Nel corso degli incontri bilaterali con il presidente Al Sisi, Salva Kiir avrebbe infatti dato il proprio consenso a ospitare movimenti ribelli ostili all’Etiopia, con l’obiettivo ultimo di sabotare la Renaissance Dam tanto osteggiata dal Cairo.

Questi addebiti sono stati ulteriormente circostanziati con riferimenti alle dichiarazioni di un membro della delegazione sud sudanese, tale Abraham Chol, secondo il quale “Il Sud Sudan non può continuare a sacrificare i propri interessi a causa di Paesi terzi, sia che si tratti dell’Etiopia o di altri”. In riferimento alla questione delle acque del Nilo, Chol avrebbe ulteriormente precisato come “le acque del Nilo dovrebbero fluire liberamente nella regione senza alcun ostruzionismo da parte dell’Etiopia”, sollevando timori sulla firma di un presunto accordo per destabilizzare il confine internazionale tra i due Paesi. Le voci sulla vicenda si erano spinte fino a paventare l’espulsione dell’ambasciatore sud sudanese in Etiopia e la rottura delle relazioni bilaterali.

Sia il governo sud sudanese che quello etiopico sono intervenuti nei giorni successivi sottolineando come la presunta crisi diplomatica sia un’invenzione dei media per fomentare una nuova crisi regionale. L’ambasciatore sud sudanese ad Addis Abeba ha respinto gli addebiti come speculazioni giornalistiche, trovando una spalla nelle dichiarazioni del portavoce del ministero affari esteri etiopico. Lo stesso portavoce del presidente sud sudanese Salva Kiir ha liquidato la questione come un goffo tentativo del South Sudan Liberation Movement-In Opposition di guastare i rapporti tra i due Paesi al fine di riottenere libero accesso alle basi militari oltre confine.

A prescindere dalla fondatezza degli addebiti lanciati dalle testate giornalistiche regionali, l’episodio conferma il clima di tensione che sta contraddistinguendo i rapporti tra Juba e i suoi vicini a seguito delle polemiche sull’ipotesi di schieramento di forze d’interposizione etiopiche e ruandesi in Sud Sudan.

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