Elezioni presidenziali in Ruanda

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Il 2017 si conferma un anno elettorale per l’Africa Centrale: dopo Burundi (2015), Congo, Repubblica Centrafricana, Chad e Gabon (2016), quest’anno si voterà in Repubblica Democratica del Congo e Ruanda. L’esito elettorale delle consultazioni ruandesi appare, in ogni caso, decisamente più prevedibile rispetto al vicino congolese.

Il referendum costituzionale ruandese del dicembre 2015, volto ad eliminare il limite dei mandati presidenziali e permettere al presidente uscente Paul Kagame di ricandidarsi alle elezioni del 2017 (e per altri due successivi mandati), è stato appoggiato da tutti i partiti registrati nel Paese, con l’unica eccezione del Democratic Green Party of Rwanda (DGPR). La consultazione si è rivelata un plebiscito popolare a favore del presidente uscente: un risultato che non stupisce, considerato il “consensual model of democracy” che si è istaurato dopo il genocidio del 1994 nel Paese. Alle ultime elezioni presidenziali (2010) il principale candidato dell’opposizione, Jean Damascene Ntawukuriryayo, ha raccolto appena il 5.15% dei voti.

Un sistema politico incontestabilmente stabile quello istituito dal presidente Kagame, alla guida del Paese dal 2000, ma ai vertici istituzionali ruandesi dal 1994. La stabilità politica ruandese ha garantito e continua a garantire una forte crescita economica al Paese, rendendo il Ruanda uno degli stati dell’Africa subsahariana più attrattivi per gli investitori esteri – anche in virtù del basso livello di corruzione. Ma la stabilità politica ruandese si sconta ai danni delle libertà fondamentali dei suoi cittadini, le cui privazioni e limitazioni sono periodicamente denunciate dalle organizzazioni internazionali di difesa dei diritti dell’uomo. Libertà di opinione, libertà di espressione e partecipazione politica sembrano i punti più critici del sistema-Kagame. La persecuzione degli oppositori politici sembra ormai prassi consolidata nel Paese – l’arresto di Victoire Ingabire è emblematico in tal senso – ed ha assunto in diverse occasioni dei connotati sinistri – basti citare l’omicidio a Johannesburg di Patrick Karegeya, le cui dinamiche non sono ancora state chiarite.

Ad oggi l’unica candidatura alternativa a Kagame per le elezioni di agosto è quella di Frank Habineza (DGPR). Alcuni osservatori riconoscono come la decisione del partito di partecipare, non boicottare, le elezioni sia già da considerarsi un progresso.

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