Corte suprema egiziana dichiara la sovranità del Cairo su Tiran e Sanafir

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Cartina dello Stretto di Tiran

In una sentenza emessa lunedì 16 gennaio, la Corte amministrativa suprema del Cairo ha sancito l’egizianità di Tiran e Sanafir, annullando così il trattato di definizione dei confini marittimi tra Egitto e Arabia saudita, firmato lo scorso aprile. Con la sentenza di oggi, l’alta corte ha respinto il ricorso presentato dall’Autorità per le cause dello Stato, organo del Ministero della Giustizia egiziano, contro il pronunciamento del Tribunale amministrativo che dichiarava la nullità dell’accordo internazionale. La lettura della sentenza, attesa con fervore da tutta l’opinione pubblica egiziana, è stata trasmessa in diretta dalla tv di Stato.

Il presidente della Corte amministrativa suprema, Ahmad al-Shadhili, ha sottolineato che non vi è stato alcun dubbio nel decretare la piena sovranità dell’Egitto sulle due isole di Tiran e Sanafir, aggiungendo che la sentenza emessa dalla corte ha raccolto unanime accordo tra i componenti dell’organo giudiziario. La Corte amministrativa suprema rappresenta l’ultimo grado di giudizio per i ricorsi amministrativi in Egitto e le sue sentenze sono definitive, nonché direttamente vincolanti per tutti gli organi dello Stato.

Dunque, con la sentenza di oggi, l’alta corte egiziana va a confermare quanto espresso il 21 giugno 2016 dal Tribunale amministrativo, annullando di fatto e di diritto il trattato tra Egitto e Arabia saudita, con cui il primo avrebbe rinunciato alla sovranità sulle due isole e riconosciuto le pretese di Riyad. Le due isole del Mar Rosso, al centro di una lunga contesa tra il Cairo e Riyad, hanno un importante valore geo-strategico perché permettono il controllo dell’omonimo Stretto di Tiran, all’imbocco del Golfo di Aqaba. Quest’ultimo costituisce l’unico sbocco al mare della Giordania, nonché l’unico accesso al Mar Rosso da parte di Israele.

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