Scontro sulla riforma Costituzionale in Costa d’Avorio

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Il parlamento ivoriano sta discutendo la riforma costituzionale voluta dal presidente Ouattara. Le opposizioni già prima dell’estate avevano manifestato la loro contrarietà e ora si compattano contro la proposta. Il dibattito sarà quindi determinante per la presidenza e soprattutto per capire se la modifica sarà approvata dal referendum che si terrà a fine ottobre.

La riforma introduce importanti novità, tra cui l’individuazione della figura del vicepresidente, la creazione del senato eletto per due terzi mediante suffragio universale ed il restante dal presidente in persona. Inoltre, vengono previste nuove modalità per l’elezione dei membri della magistratura suprema, oltre all’eliminazione del limite massimo d’età prima fissato a 75 anni per i candidati alla presidenza.  La rimozione di questo vincolo permetterebbe all’attuale presidente Ouattara di ricandidarsi per un terzo mandato nel 2020, e anche se la costituzione prevede la possibilità di fare massimo due mandati consecutivi, per Ouattara sarebbe il terzo. Per quanto concerne la proposta di modifica, uno degli elementi più rilevanti riguarda l’eliminazione del contestato articolo 35 della costituzione, che prevedeva la possibilità di candidarsi alla carica di presidente solamente per chi avesse entrambi i genitori di nazionalità ivoriana. Partendo dal presupposto che la Costa d’Avorio, per un lungo periodo, è stato il Paese che più di tutti ha attratto i lavoratori degli altri Stati dell’Africa Occidentale, secondo il sistema vigente, solamente il 30% della popolazione può considerarsi puramente ivoriano.

Nonostante la realtà partitica ivoriana sia molto frammentata, le opposizioni sono riuscite a compattarsi e ben ventitre partiti hanno manifestato la loro contrarietà e si sono organizzati in una grande coalizione, chiamata CODE (Collectif de l’Opposition Démocratique), con l’obiettivo di convincere gli elettori a votare no al referendum. L’opposizione contesta  l’eccesso di potere che si concentrerebbe nella mani del presidente, sia per quanto riguarda la nomina di un terzo dei senatori, sia per il potere di nomina del vicepresidente. Il parlamento ha tempo fino al 15 ottobre per approvare la bozza di modifica ed il 30 ottobre questa verrà sottoposta a referendum popolare. Le opposizioni sono pronte ad organizzare delle grandi manifestazioni di piazza, cercando così convincere gli ivoriani a bocciare la proposta di Ouattara.

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