Serraj e Haftar, gli uomini della Libia

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Il recente naufragio lungo la costa libica ha riportato l’attenzione sulla crisi politica del paese e sulla necessità di un nuovo governo di unità nazionale, che sottragga la Libia alla guerra civile. A margine dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, il Presidente Serraj ha dichiarato di voler avviare le consultazioni, superando le spaccature interne e, soprattutto, avanzando la proposta di un esecutivo di larghe intese con il Generale Haftar. L’obiettivo comune è riunire le diverse e contrapposte fazioni etniche, ma più incerto appare l’avvio di un dialogo costruttivo con Haftar, il quale riconosce l’autorità politica del Parlamento di Tobruk e nega la legittimità del governo di Unità nazionale di Tripoli. Pochi giorni dopo l’annuncio di Serraj, Haftar ha dichiarato che la Libia dovrebbe essere guidata da un uomo con una comprovata esperienza nella Difesa. Affermazione con la quale il Generale ha respinto qualsiasi ipotesi di accordo con Serraj. Una divergenza che sta progressivamente assumendo anche carattere militare. In base all’intesa sottoscritta in Marocco, tutti i soldati dovrebbero essere sottoposti al comando del governo di Tripoli, invece Tobruk e il Generale non rispettano l’accordo di Skhirat. Una debolezza del Presidente Serraj che trova riscontro nei recenti sviluppi avvenuti a Sirte. Non solo nella città le milizie affiliate allo Stato Islamico resistono all’offensiva delle truppe armate del governo di Tripoli, incapace di espellere gli uomini di Al Baghdadi nonostante il sostegno aereo della coalizione internazionale, ma anche l’ingresso delle forze armate del Generale Haftar nella città potrebbe costituire un problema per Tripoli. Dopo aver occupato i maggiori terminal petroliferi della Cirenaica, affidando il controllo alla compagnia petrolifera nazionale Noc, se l’esercito di Haftar riuscisse a sconfiggere i gruppi di resistenza jihadisti e, soprattutto, a eliminarli prima delle truppe governative, tale vittoria potrebbe essere usata per fare leva sulle ambizioni presidenziali di Haftar, Generale e forte leader, a capo di un governo di militari.

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