Operazione Sangaris: verso l’archiviazione del caso di abusi sessuali

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Mentre la Repubblica Centrafricana cerca di porre fine al regime di impunità più volte denunciato dalle organizzazioni internazionali di tutela dei diritti dell’uomo nel Paese, avviandosi verso l’istituzione di una Corte Penale Speciale[1], da Parigi arriva la notizia della probabile archiviazione del caso di presunti abusi sessuali su minori da parte di alcuni militari dell’Operazione Sangaris.

Nell’aprile 2015 il giornale The Guardian aveva denunciato lo scandalo dei presunti abusi, sottolineando l’atteggiamento ambiguo delle Nazioni Unite sul caso. Benché un rapporto interno confidenziale avesse denunciato gli abusi, nessun provvedimento era stato preso nei confronti dei presunti colpevoli. All’indomani della segnalazione del giornale britannico, il Ministro della Difesa francese aveva dichiarato che il procuratore di Parigi indagava sul caso dall’estate 2014 e il Presidente François Hollande aveva promesso punizioni severe nei confronti dei colpevoli.

E’ dell’inizio di questa settimana, tuttavia, la notizia che i giudici di Parigi che hanno istruito il caso ne hanno chiesto, a dicembre, l’archiviazione. Ai sensi delle indagini condotte, non può essere affermato con certezza che non ci siano stati abusi nei confronti dei minori che hanno esposto denuncia, ma non sussistono prove sufficienti per dimostrare la colpevolezza dei militari francesi. Le testimonianze raccolte in loco sarebbero contraddittorie e non comprovanti. I giudici del Tribunale di Parigi devono ora stabilire se confermare il “non in luogo a procedere” avanzato dai colleghi: l’assenza di messe in stato d’accusa nei confronti dei presunti responsabili parrebbe andare in questa direzione.

L’articolo del The Guardian ha aperto la strada ad altre denunce e indagini su presunti abusi sessuali da parte di militari francesi in Repubblica Centrafricana (altre due indagini, di cui una archiviata e l’altra, sempre riguardante minori, ancora in corso). La denuncia di violenze a sfondo sessuale nel Paese ha riguardato anche alcuni militari africani della MINUSCA.

 

 

[1] Tribunale misto incaricato di indagare le gravi violazioni dei diritti dell’uomo compiuti in Repubblica Centrafricana dall’inizio della crisi nel 2003. Nel febbraio di quest’anno è stato nominato il procuratore internazionale della Corte, il colonnello congolese Toussaint Muntazini Mukimapa.

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