Israele si prepara ad attaccare il Libano?

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La Linea Blu delle Nazioni Unite dopo il ritiro israeliano del 25 maggio 2000 (c.c. Thomas Blomberg)

Sale la tensione tra Israele e Libano. Nella giornata di martedì venerdì 3 marzo, il quotidiano Israel Hayom ha pubblicato un articolo nel quale si evoca la presenza di alcune gallerie sotterranee scavate da Hezbollah attraverso il confine dei due Paesi. Il giornale riporta l’opinione di Yossi Langotsky, generale dello stato maggiore israeliano, il quale afferma: «non è possibile che non ci siano dei tunnel nel nord di Israele».

La certezza del generale Langotsky deriva dalla seguente logica: «I confini settentrionali sono minacciati dai tunnel del terrore nella misura in cui il terrore non diminuisce nel sud del Libano». In più, «i tunnel sono relativamente facili da realizzare – ha proseguito il generale israeliano – e garantiscono al nemico un efficace elemento di sorpresa». Sebbene non rappresentino uno strumento decisivo per le sorti del conflitto, secondo Langotsky le gallerie sotterranee sarebbero in grado di causare il caos sul versante israeliano.

Anche Hezbollah sarebbe a conoscenza del fatto che «finora non si è giunti a una soluzione completa per il sud del Libano». Il generale israeliano ha così invocato l’imprescindibilità di un conflitto armato: «non vi è alcun motivo per non provare ad affrontare con decisione la questione dei tunnel nel Nord di Israele».

La ricerca del casus belli sembra dunque iniziata. Nelle scorse settimane, infatti, si era assistito a un duro scambio di battute tra Beirut e Tel Aviv. Il presidente libanese Michel ‘Awn aveva sostenuto la posizione di Hezbollah, negando la presunta incompatibilità tra l’arsenale della Resistenza e lo Stato libanese, e affermando invece la loro complementarità nel difendere sovranità nazionale e integrità territoriale libanesi. Le parole di ‘Awn avevano così sollevato la dura replica di Danny Danon, ambasciatore israeliano presso le Nazioni unite, in una lettera indirizzata al Segretario generale e al Consiglio di sicurezza in cui si chiedeva lo smantellamento dell’arsenale della resistenza.

Il botta e risposta è poi proseguito con ‘Awn che, dopo aver accusato il delegato israeliano di minacciare il Libano, ha messo in guardia Israele da ogni intenzione bellicosa, attraverso un chiaro monito: «È finito il tempo in cui Israele praticava la sua politica aggressiva nei confronti del Libano senza subire ripercussioni». Queste dichiarazioni hanno lasciato intendere che, a differenza del passato, in un prossimo conflitto l’esercito libanese non starà a guardare.

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