La minaccia Daesh in Pakistan

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Il recente attentato al santuario sufi di Lal Shahbaz Qalandar a Sehwan, rivendicato dalle milizie dello Stato Islamico, ha riportato l’attenzione sulla presenza DAESH in Pakistan.

Nel 2014, graffiti sui muri e volantini inneggianti il Califfato sono apparsi per la prima volta per le strade di Peshawar, Karachi e aree tribali del Pakistan. Sebbene in un primo momento Islamabad avesse negato la presenza jihadista, dinnanzi alla sequenza di attentati che ha colpito il Paese le autorità governative hanno poi riconosciuto la minaccia DAESH. Per altro, un rapporto del governo provinciale del Balochistan aveva preventivamente informato l’autorità federale dell’aumento di estremisti in Pakistan, un documento che ha poi costituito la base per l’adozione del Piano di Azione Nazionale, una strategia antiterrorismo del Pakistan promossa dopo il tragico attacco alla Scuola Pubblica Militare di Peshawar, il 16 dicembre 2014.

L’attuazione del Piano non ha ottenuto grande successo nella lotta al terrorismo jihadista, come testimoniano i ripetuti attentati rivendicati dallo Stato Islamico. Il Pakistan costituisce per il Califfato un obiettivo fondamentale. Colpire il Pakistan, infatti, potrebbe consentire allo Stato Islamico di aumentare la propria influenza e, nonostante il gruppo non abbia ancora una solida organizzazione estesa su tutto il territorio nazionale, il Califfato è riuscito ad attirare nella galassia jihadista diversi gruppi sunniti pakistani, come Lashkar-e-Jhangvi Al Alami e Jamaat-ul-Ahrar, organizzazioni terroristiche prima appartenenti ai Talebani che ora condividono con l’ISIS l’odio verso gli sciiti e le altre minoranze religiose del Pakistan. Dopo l’Indonesia, il Pakistan è il secondo Paese per numero di musulmani al mondo. Il 97% della popolazione è musulmana e di circa 200 milioni di abitanti, il 75% è sunnita e il 25% è sciita, minoranza quest’ultima che unitamente a induisti, cristiani e sufi, è spesso oggetto di attacchi terroristici.

DAESH persegue l’obiettivo di minare il debole equilibrio confessionale su cui è strutturata la società pakistana, alimentando l’odio religioso diffuso tra la maggioranza sunnita, gli sciiti e le altre minoranze confessionali e realizzare il progetto transnazionale dell’Emirato Islamico del Khorasan, l’antico nome della provincia più orientale dell’Impero persiano che si estende dal nord-est dell’Iran al subcontinente indiano passando per Afghanistan, Uzbekistan, Turkmenistan e Tajikistan.

 

 

 

 

 

 

 

http://thediplomat.com/2017/02/is-pakistan-ready-to-counter-isis/

http://www.lookoutnews.it/pakistan-isis-attentati-emirato-islamico-khorasan/

 

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