Il tour africano di Mohammed VI

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Prima il reintegro nell’Unione Africana, poi il tour di re Mohammed VI presso le cancellerie del continente: per il Marocco, questo 2017, sembra essere iniziato nel segno dell’Africa.

Il Paese nordafricano, sempre più cosciente della propria posizione geopolitica, sta lentamente emergendo come la potenza capace di assumere quel ruolo di leadership coperto nel decennio scorso dalla Libia di Gheddafi e vacante dalla sua caduta.

La prima tappa di questo “giro d’Africa” ha visto la visita del re marocchino ad Accra, capitale del Ghana. La scelta ghanese ricade nel progetto di Mohamed VI di rafforzare le relazioni con quei Paesi che registrano alti tassi di crescita e rappresentano garanzia di stabilità per l’intero continente. Durante la visita del sovrano marocchino, accompagnato da una fitta delegazione di ministri, consiglieri e imprenditori, Rabat e Accra hanno firmato una ricca serie di accordi economici. Dal settore agroalimentare a quello bancario fino alle comunicazioni, il numero di accordi contrassegnato dalle due parti è stato di 25, a dimostrazione del vivo interesse marocchino a rafforzare la propria posizione in uno dei mercati economici principali dell’Africa occidentale.

Il fiore all’occhiello del soggiorno di re Mohammed VI nell’ex colonia britannica è stato rappresentato dalla firma di uno strategico partenariato tra il fondo sovrano marocchino (ITHMAR Capital) e il Ghana Infrastructure Investment Fund (GIIF) nella capitale ghanese in presenza del presidente Nana Akufo-Addo lo scorso 17 febbraio. Un segnale forte della volontà marocchina a sviluppare la cooperazione bilaterale con il partner Ghana traspare anche dal memorandum d’intesa firmato dall’istituto di credito ghanese CGB Bank e la Waffani Bank di Casablanca della famiglia Kettani.

Lasciato il Ghana, il re Mohammed VI è atterrato oggi a Lusaka, capitale dello Zambia. Il primo viaggio del sovrano marocchino in un Paese dell’Africa australe sarà caratterizzato da una fitta agenda finalizzata a porre le basi per un partenariato promettente e vantaggioso per queste due economie emergenti che vantano ottimi tassi di crescita.

 

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