Gli assi strategici della nuova cooperazione turco-israeliana

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In seguito all’accordo di riconciliazione raggiunto da Ankara e Tel Aviv nel giugno 2016, le due parti hanno compiuto il 31 gennaio scorso la prima consultazione politica di alto livello presso la capitale turca. Questo primo passo, preceduto dall’insediamento nel dicembre 2016 dei rispettivi ambasciatori, marcherebbe la comune volontà di ritornare verso quella cooperazione che ha segnato decenni di solidi rapporti tra questi due attori mediterranei.

Le storiche analogie che contraddistinguono entrambi i Paesi, in termini di sicurezza interna e minacce esterne, sono alla base del nuovo corso turco-israeliano. Queste due cogenti necessità sono state oggetto del colloquio, tenutosi il mese scorso a margine della riunione dei rappresentanti NATO a Bruxelles, tra Hulusi Akar, Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate Turche e Yair Golan, Vice-Capo di Stato Maggiore delle Forze di Difesa Israeliane.

La stabilità e sicurezza del Mediterraneo orientale è la premessa allo sviluppo degli assi strategici della nuova cooperazione turco-israeliana: energia, turismo e cultura.

Il capitolo energia ha portato, il 5 febbraio a Gerusalemme, una delegazione turca a discutere con il gruppo israeliano Delek e il texano Noble Energy un piano per porre in essere un gasdotto tra Israele e Turchia. Sul lato turismo si registra, invece, un flusso di visitatori israeliani verso la Turchia che ha registrato negli ultimi tre anni un aumento dell’80%, ovvero dai 164.917 del 2013 al 293.988 del 2016. Cifre importanti ma assai lontane da quelle precedenti alla crisi del 2010 quando in Turchia si registrava annualmente circa mezzo milione di turisti israeliani.

La cooperazione culturale, pilastro nei rapporti bilaterali fin dalla fondazione dello Stato di Israele, ha registrato la visita in giornata di Nabi Avcı che, in qualità di Ministro della cultura e del turismo, ha inaugurato un centro culturale turco nella città di Jaffa in un edificio già sede in passato dell’amministrazione ottomana.

Nonostante i recenti sviluppi, l’affermazione dei rapporti bilaterali poggia su fragilissimi equilibri che travalicano gli interessi strategici dei due Paesi. Ne è una prova la condanna di Ankara alla legge approvata dalla Knesset sulla legalizzazione degli insediamenti ebraici sorti in Cisgiordania su terreni privati. Ragioni elettorali e di politica interna potrebbero soverchiare nel breve periodo ogni eventuale successo diplomatico.

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