Unione Africana: La presidenza Condé inizia con lo storico ritorno del Marocco

0
437

Non poteva iniziare meglio il mandato di Alpha Condé, il presidente della Guinea appena nominato alla guida dell’Unione Africana. In meno di 48 ore dall’investitura del giurista guineano il Marocco è rientrato nell’organizzazione panafricana dopo 33 lunghi anni di esilio. Non è ovviamente merito dell’ex studente della Sorbonne se il regno di Mohamed VI è nuovamente un membro della UA, tuttavia, la nuova presidenza inizia sotto l’auspicio dell’efficienza diplomatica, un segno di rottura da quell’immobilismo in cui ha vissuto l’organizzazione dall’uscita di scena del leader libico Gheddafi. Il nuovo corso politico della UA potrebbe essere avvantaggiato proprio dall’entrata di un membro di spessore come il Marocco, attore imprescindibile nelle dinamiche nord-sud e simbolo di stabilità economica e politica per l’intera regione nord-occidentale.

La ragione del divorzio tra Rabat e la UA trae origine dall’irrisolta questione del Sahara Occidentale, territorio occupato militarmente dal Marocco, la cui leadership indipendentista, il fronte Polisario, ha proclamato unilateralmente nel 1976 la Repubblica Democratica Araba Sahrawi (SADR). Il riconoscimento all’autodeterminazione del popolo sahrawi da parte della UA si palesò attraverso la concessione alla SADR della piena membership nel 1982, una mossa che provocò due anni più tardi l’uscita del Marocco dall’organizzazione con sede ad Addis Abeba come segno inequivocabile di protesta.

Eppure, nonostante la SADR mantenga tuttora la medesima posizione nella UA e attenda dal 1991 un referendum sull’autodeterminazione del proprio rivendicato suolo nazionale, il Marocco ha deciso di rientrare nell’organizzazione panafricana, il segno evidente di una nuova strategia politica di Rabat. Il lungo esilio marocchino ha infatti permesso negli anni al regno alawide di muoversi in piena sovranità e indipendenza nel suo ostruzionismo al progetto sahrawi.

Infatti, consolidata la propria posizione sul territorio occupato lungo la costa atlantica e reso velleitari progetti e risoluzioni sulla questione del Sahara Occidentale, il Marocco può ora tornare nella UA da potenza regionale, consapevole dell’inizio di una seconda fase, quella in cui la diplomazia può rafforzare o congelare una situazione de facto favorevole a Rabat.

Dall’esilio algerino, il governo sahrawi cerca di esprimere soddisfazione per il rientro del Marocco nell’UA, un segnale che il Fronte Polisario vorrebbe fosse tradotto in un riconoscimento marocchino della SADR. Un messaggio distensivo dei sarawi che cela ben altre preoccupazioni in seno alla sua leadership. Da dicembre il rischio di un ritorno alle armi si fa sempre più concreto a causa di un pericoloso riavvicinamento delle forze armate di Rabat a quelle del Polisario, separate nell’area di Guergerat da un’esigua striscia di terra.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here