Nave da guerra turca viola i confini UE: tensione tra Atene e Ankara

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Il clima già teso tra Grecia e Turchia ha raggiunto nella giornata di ieri una nuova escalation in seguito allo sconfinamento in acque territoriali greche di una nave da guerra turca seguita da due piccole imbarcazioni. L’episodio si è verificato a largo della piccola isola di Imia nell’Egeo orientale, storicamente al centro di una disputa territoriale tra Ankara e Atene e già teatro nel 1996 di una crisi che sfiorò il conflitto armato tra i due Paesi.

Secondo il ministero greco della Difesa, la nave è stata accompagnata in quest’azione da due aerei militari e pare – secondo fonti turche – che lo stesso comandante in capo dell’aeronautica militare turca (THK), Hulusi Akar, fosse a bordo durante l’episodio. La reazione di Atene si è limitata nell’invio di una nave da guerra e di qualche imbarcazione della Guardia Costiera in funzione preventiva e con la ferma richiesta ai turchi di lasciare immediatamente le acque territoriali greche. La scintillante parentesi si è risolta con il rientro delle imbarcazioni turche verso il porto anatolico di Bodrum.

Per le autorità elleniche lo sconfinamento turco è senza dubbio da collegarsi alla recente sentenza della Corte suprema greca che ha respinto la richiesta di estradizione inoltrata dalla Turchia in merito agli otto membri delle Forze Armate Turche (TSK), coinvolti, secondo il governo di Ankara, nel tentato golpe del 15 luglio scorso e fuggiti in elicottero verso la città greca di Alessandropoli. Sarebbe dunque un gesto provocatorio quello registratosi ieri nell’Egeo ma che rischia adesso di pregiudicare le già compromesse relazioni tra Turchia e Unione Europea.

Il palese sconfinamento in acque territoriali greche non costituisce solamente una grave infrazione del Trattato di Losanna ma – come dichiarato dal presidente della Grecia, Prokopis Pavlopoulos – rappresenta senza mezzi termini una grave violazione dei confini europei.

«Mi auguro che nel prossimo futuro non si registrino ulteriori violazioni poiché queste non minerebbero solamente le relazioni bilaterali ma anche le relazioni della Turchia con l’Europa» ha dichiarato Prokopis all’emittente televisiva portoghese RPT a margine della sua visita ufficiale nel Paese lusitano. La Commissione Europea si era già espressa nei mesi scorsi su alcune dichiarazioni rilasciate da Mevlüt Çavuşoğlu, Ministro degli Esteri turco, proprio in merito alle rivendicazioni di Ankara sull’isola di Imia, considerate da Bruxelles quali provocatorie e lontane dal rispetto della sovranità degli Stati membri della UE.

Se la tensione ai confini dell’Egeo pare al momento mitigata, al contrario, quella sulla mancata estradizione dei presunti golpisti fuggiti in Grecia rischia di trasformarsi in una più ampia crisi diplomatica che per forza di cose coinvolgerebbe anche l’Unione Europa. Secondo fonti del Ministero della Giustizia di Ankara, come riportato in queste ore dai media turchi, la Grecia avrebbe negato l’estradizione a 50 terroristi ricercati in Turchia fin dal 2007. Si tratta per lo più di membri di gruppi fuorilegge di stampo marxista-leninista e secessionisti curdi. Ankara, inoltre, accusa Atene di ospitare nel suo territorio campi d’addestramento del terrorismo turco di matrice comunista.

Il governo di Ankara, oltre alle accuse, adopera ora il suo asso nella manica, ovvero il famoso deal turco-europeo sul rimpatrio dei migranti. La minaccia di cancellare l’accordo, qualora la Grecia non dovesse riconsegnare i presunti golpisti, arriva per mezzo di Mevlüt Çavuşoğlu che considera questa eventualità tra gli strumenti in possesso della Turchia per far pressione ad Atene.

Per ora la diplomazia non sembra attenuare la tensione tra i due Paesi confinanti. Per la Grecia le sentenze dei tribunali soggiacciono all’indipendenza della magistratura e non all’influenza dell’esecutivo, ovvero, l’estradizione dei militari verso la Turchia non è competenza del governo, nonostante ogni possibile comprensione dei gravi problemi di sicurezza che vive l’alleato NATO .

Al contrario, per la Turchia la questione è esclusivamente politica, dunque, il diniego all’estradizione di una Corte greca si traduce per essa in un atto ostile di Atene, nonostante le timide voci di Bruxelles.

 

 

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