‘Awn: «Chi chiede la cacciata di al-Asad ignora la Siria»

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'Awn durante l'intervista con l'emittente francese LCI

Il presidente della Repubblica libanese Michel ‘Awn ha dichiarato che Bashar al-Asad continua a essere l’unica forza in grado di mantenere l’ordine in Siria. «Attualmente – ha affermato ‘Awn – senza il regime di al-Asad ci troveremmo ad affrontare una seconda Libia». Le dichiarazioni del presidente libanese giungono nel corso di una intervista televisiva con l’emittente francese LCI, tenuta domenica 29 gennaio. Durante l’intervista, ‘Awn ha ammesso di non aver mai creduto che al-Asad dovesse lasciare il potere e ha accusato coloro che ne chiedevano la cacciata di «ignorare la realtà siriana».

Secondo ‘Awn «la battaglia di Aleppo ha portato a un riequilibrio delle forze in campo a favore del governo siriano». ‘Awn giudica con positività la vittoria dell’esercito siriano ad Aleppo, poiché ha dato inizio a un processo di dialogo necessario per il raggiungimento di una soluzione politica. Secondo il presidente libanese, infatti, «questo genere di guerre non può concludersi con la vittoria di una parte sull’altra». Per quanto riguarda il tema dei rifugiati fuggiti dalla Siria, il presidente libanese ha chiarito che «il Libano non può accogliere indefinitamente gli sfollati siriani nel suo territorio», sottolineando che, «dopo essere stati ospitati per motivi umanitari, devono fare ritorno nel loro Paese».

L’intervista è stata anche l’occasione per trattare altri temi di politica interna. «Il Libano è davanti alla sua ultima occasione per ricostruire un Stato forte, con istituzioni che operino per il bene del Paese e dei suoi figli». In risposta all’accusa che il movimento Hezbollah costituisca un’entità fuori dal controllo dello Stato, ‘Awn ha rigettato l’idea che in Libano «vi sia qualcuno più forte dello Stato». Se così non fosse, «si giungerebbe al caos». Per difendere la sovranità nazionale, ha aggiunto ‘Awn, è invece necessario «lavorare al rafforzamento dell’esercito» nelle cui file operano «irriducibili eroi che rischiano la loro vita per proteggere il Libano dal terrorismo e assicurare una stabilità duratura».

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