Il presidente eletto Adama Barrow arriva in Gambia

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Sono passati più di cinquanta giorni dalle elezioni che hanno decretato la sconfitta del presidente Yahya Jammeh, al potere dal lontano 1995. Nel frattempo il Paese ha vissuto un turbolento periodo di crisi a causa della decisione di Jammeh di non riconoscere la vittoria del suo oppositore. Alla fine, le forti pressioni del Senegal e l’ingresso delle truppe dell’Ecowas hanno condotto Jammeh all’esilio verso la Guinea Equatoriale. Solo oggi il candidato Barrow ha potuto raggiungere la capitale del Gambia dopo che lo stesso aveva precedentemente giurato come presidente all’interno dell’ambasciata del proprio Paese a Dakar.

La prima dichiarazione del neo-presidente, appena atterrato in Gambia, è arrivata attraverso il suo account Twitter: «sono finalmente a casa» è stata la frase che riassume l’attesa del suo agognato insediamento. Barrow trova un sistema logoro da anni di crisi economica e una società divisa dopo gli ultimi avvenimenti legati alle resistenze di Jammeh a riconoscere la propria sconfitta. Come se non bastasse sembrerebbe che proprio l’ex presidente abbia raggiunto la Guinea Equatoriale solo dopo aver sottratto 11 milioni di dollari dalle casse dello Stato, un ultimo colpo a un’economia zoppicante e troppo legata agli introiti del turismo.

È di queste ore invece la notizia secondo la quale un alto esponente del precedente governo è stato arrestato dalle autorità svizzere. Trattasi dell’ex Primo ministro Ousman Sonko, dimessosi a settembre del 2016 e fuggito in Europa come rifugiato politico. Dopo il diniego ad accoglierlo da parte di Svezia e Spagna, colui che dal 2006 al 2016 ha diretto le forze di polizia si trova oggi dietro le sbarre. È stata la Ong Trial International a denunciare Sonko per crimini contro l’umanità.

Se come affermato in giornata da Barrow il peggio è ormai alle spalle, purtroppo per il Gambia il presente non sembra per nulla roseo. Troppi i problemi da risolvere tra cui l’eventuale ritorno di decine di migliaia di gambiani fuggiti in Senegal nell’ultimo mese e mezzo.

Intanto, tra le prime decisioni del neo-presidente spicca la richiesta all’Ecowas di estendere la presenza delle proprie truppe in Gambia per i prossimi sei mesi, un segnale di stabilità ma anche un possibile guinzaglio senegalese al prossimo corso politico dell’ex colonia britannica.

 

 

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