Turchia: dieci anni senza Hrant Dink

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Ieri, 19 gennaio, in migliaia hanno marciato per le vie di Istanbul in memoria del decennale della morte di Hrant Dink. Messaggi con scritto “siamo tutti armeni, siamo tutti Hrant” in turco, curdo e armeno hanno accompagnato l’annuale commemorazione del giornalista, divenuto negli anni un simbolo della lotta per la “giustizia storica” delle minoranze e di buona parte dell’ala progressista della Turchia.

Hrant Dink, turco di cultura armena, fu assassinato nel 2007 a pochi metri dalla redazione del settimanale da lui diretto, Agos, giornale di riferimento della minoranza armena in Turchia.

Ancora non è chiaro chi fossero i veri mandanti dell’omicidio di Dink. A oggi l’unica certezza ricade sull’esecutore materiale dell’assassinio, Ogün Samast, un giovane della provincia di Trabzon all’epoca dei fatti diciasettenne e oggi recluso in carcere dove sconta una condanna con fine pena nel 2022. L’assassinio di Dink scuote tuttora l’apparato di sicurezza dello Stato turco in seguito alle evidenze emerse dalle indagini sulla negligenza e coinvolgimento di membri delle forze di polizia e della magistratura.

Il giornalista raccolse attorno a sé le ire delle frange più nazionaliste del Paese a causa della sua pubblica posizione riguardo la questione armena. Una posizione questa che gli costò la condanna per violazione del controverso art. 301 del codice penale turco, ovvero, quello che dichiara illegale la “denigrazione pubblica della nazione turca”, strumento giuridico che ha colpito negli anni tante voci critiche, tra cui lo scrittore Orhan Pamuk, vincitore del premio Nobel per la letteratura nel 2006.

«Sembra che l’autore di questo assassinio sia lo Stato» ha ribadito Rakel Dink, vedova del giornalista, durante il discorso commemorativo che ha tenuto ieri dalla vecchia sede di Agos, nel distretto di Şişli.

Il decennale dell’assassinio di Hrant Dink – una pagina buia e irrisolta della storia contemporanea turca – cade in un anno nel quale la Turchia detiene il record mondiale di giornalisti in carcere.

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