La missione EUCAP Sahel Mali estesa fino al 2019

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Il Consiglio Europeo, lo scorso 11 gennaio, ha approvato l’estensione del mandato della missione EUCAP Sahel Mali fino al 2019. Inoltre, ha stanziato un finanziamento di 29.7 milioni di euro per il prossimo anno. L’obiettivo rimane quello di supportare le forze di sicurezza del Mali attraverso un continuo addestramento e mettendo a disposizione della polizia maliana un team di esperti in sicurezza interna. La situazione dei gruppi militanti in Mali si evolve rapidamente e la comunità internazionale si affida alle varie missioni presenti nel Paese.

La missione è stata lanciata nel 2014 e si affianca ad altri due interventi dell’Unione Europea in Africa Occidentale: la missione EUCAP Sahel Niger e la EUTM Mali. Quest’ultima contribuisce alla ricostruzione dell’esercito maliano, che proprio in questi giorni ha annunciato la campagna per il reclutamento di 5 mila giovani. Dunque, una sfida importante riguarda la necessità di coordinare i numerosi interventi attivi nel Paese: oltre a quelli dell’Unione Europea, i francesi portano avanti, sempre dal 2014, l’operazione Barkhane e le Nazioni Unite sono presenti in Mali con la missione MINUSMA. Riguardo quest’ultima, proprio in questi giorni il Bundestag sta valutando il rafforzamento del contingente tedesco, la cui consistenza potrebbe essere raddoppiata.

L’attuale situazione della sicurezza in Mali rimane infatti alquanto incerta. Proprio nei giorni scorsi è stata rapita una cooperante francese nella città di Gao, nel nord del Paese. Il procuratore maliano Boubacar Sidiki Samake è convinto che la cooperante sia nelle mani del gruppo militante Al Mourabitoune: la stessa organizzazione che, guidata da Mokhtar Belmokthar, rivendicò l’attentato all’hotel Radisson di Bamako, in cui morirono 22 persone. Lo scenario delle organizzazioni criminali e terroristiche si evolve rapidamente. A tal proposito, secondo uno studio dell’esperto francese Marc Mémier, l’organizzazione Al Mourabitoune si è rafforzata nell’ultimo periodo, arrivando a poter contare su circa 250 uomini. Belmokthar ha acuito la sua influenza nei territori e quindi la capacità di reclutamento a discapito di AQMI. Nonostante la frangia maghrebina di Al Qaida resista dopo ben quattro anni di guerra e scontri con le forze di sicurezza africane ed internazionali, dimostrando una certa capacità di resistenza, si è via via indebolita a causa dell’influenza dell’ISIS. Infatti, nel 2012 Belmokthar decise di rompere l’alleanza con AQMI, dando poi vita al movimento Al Mourabitoune. Alla fine del 2015 i due movimenti si sono coalizzati, in modo tale da unire gli sforzi nel momento in cui l’ISIS ha aumentato la sua sfera di influenza nella regione.

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