L’Egitto ritira la Risoluzione ONU contro gli insediamenti di Israele

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La Presidenza egiziana ha diffuso la notizia secondo la quale il Generale Abdel Fattah al-Sisi avrebbe ricevuto una telefonata dal Presidente eletto degli Stati Uniti, Donald Trump, nella quale i due leader sono convenuti sul fatto che sia concesso alla nuova amministrazione americana la possibilità di risolvere il conflitto israelo-palestinese.

Ieri, il Cairo avrebbe dovuto presentare al voto del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite la risoluzione, redatta con la Palestina, che condannava gli insediamenti israeliani in Cisgiordania. Il testo prevedeva che Israele fermasse, in modo immediato e completo, tutte le attività degli insediamenti nei territori palestinesi occupati, incluso Gerusalemme est. Forti sono state le pressioni di Israele sugli Stati Uniti. Per altro, prima che Trump convincesse Al Sisi a ritirare temporaneamente la risoluzione, il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il neo-Presidente americano avevano già chiesto all’amministrazione Obama di esercitare il diritto di veto sul testo.

Sebbene importante sia l’interferenza della politica americana, la pressione esercitata da Israele sull’Egitto ha fatto leva sulla cooperazione per la sicurezza nella lotta del Cairo contro il terrorismo jihadista nella provincia del Sinai e potrebbe trovare ulteriore spiegazione anche nelle relazioni tra Egitto e Gaza. Nel mese scorso, infatti, la conferenza di Ain Sokhna aveva riaperto i colloqui sulla realizzazione di una zona di libero scambio industriale tra l’Egitto e la Striscia di Gaza. Un progetto proposto per la prima volta durante la presidenza di Mubarak, poi ripresentato durante il governo Morsi, come alternativa ai tunnel scavati sul confine egiziano-palestinese, attraverso i quali avviene lo scambio commerciale. Durante la recente conferenza, le rispettive delegazioni avevano incoraggiato la cooperazione economica tra Egitto e Palestina, aprendo verso prospettive di una completa formazione statuale palestinese, attraverso l’Egitto.

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