Elezioni legislative in Costa d’Avorio

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L’appello al voto è arrivato dallo stesso presidente ivoriano Ouattara, che ha voluto sottolineare gli sforzi per permettere a tutti i cittadini di poter esprimere il proprio voto. In realtà, nel Paese, solamente 6 milioni di persone si sono registrate per votare, su una popolazione che supera i 20 milioni di abitanti. L’obiettivo per il partito guidato dal capo di Stato è quello di conquistare per i prossimi cinque anni la maggioranza assoluta all’Assemblea Nazionale.

La coalizione guidata da Ouattara detiene già l’85% dei seggi in parlamento, una maggioranza tale da rendere estremamente marginale il ruolo dell’opposizione. Infatti, l’RHDP, il partito al potere, viene accusato di non ascoltare le istanze dei partiti della minoranza. Ouattara si è presentato davanti all’elettorato chiedendo la fiducia degli elettori, ritenendo che se riuscisse a conservare una tale maggioranza potrà velocizzare il processo di sviluppo promesso nei prossimi 4 anni. Nonostante il basso numero di elettori che hanno deciso di registrarsi, sono invece numerosi i candidati, ben 1300, che aspirano ad occupare uno dei 255 scranni parlamentari.

L’avversario di Ouattara, il suo ex alleato Laurent Gbagbo, spera di poter conquistare un numero di seggi tale da permettergli di mettere in atto una valida strategia di opposizione. Infatti, quando nel 2011 decise di boicottare le elezioni e quindi di spingere i propri sostenitori all’astensione dal voto, non aveva pensato a quali conseguenze sarebbe andato incontro. Il Paese veniva da un periodo di grave crisi, a causa del fatto che lo stesso Gbagbo non aveva accettato il risultato delle elezioni presidenziali del 2010, scatenando la reazione violenta dei suoi sostenitori. La sua presa di posizione e le relative conseguenze lo portarono all’arresto e poi davanti alla corte penale internazionale di Le Hague. Il processo è iniziato nel gennaio del 2016 e, dato l’elevato numero di testimoni chiamati a deporre, si prevedono tempi lunghi prima di arrivare ad un’eventuale sentenza. Per evitare che ciò che è accaduto cinque anni fa si potesse ripetere, sono state messe in atto ingenti misure di sicurezza, con circa 30.000 poliziotti dispiegati su tutto il territorio. Le tensioni che si erano registrate negli ultimi giorni della campagna elettorale sono rientrate e non si sono registrati incidenti.

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