Congo Brazzaville: lo stato d’emergenza del Pool

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Si è chiusa venerdì a Brazzaville una convention dei tre principali partiti d’opposizione congolesi, l’Initiative pour la démocratie au Congo (IDC), il Front républicain pour le respect de l’ordre constitutionnel et l’alternance démocratique (Frocad) e la Composante Jean-Marie Michel Mokoko (CJ3M). I tre partiti hanno deciso di costituire una federazione per tentare di ottenere una maggior incisività sulle questioni politiche più controverse del Paese. Al centro delle preoccupazioni, in particolare, oltre alle conseguenze della contestata rielezione, il 20 marzo scorso, del presidente Denis Sassou-Nguesso, al potere da 32 anni, rieletto in virtù di una riforma costituzionale, la questione securitaria della regione del Pool.

La neo-costituita federazione delle opposizioni si è detta fortemente preoccupata per le sorti della regione, posta in “stato di urgenza” da ormai otto mesi. Dall’indomani delle elezioni presidenziali del marzo scorso, infatti, l’esercito congolese presidia la regione del Pool, dove si pensa si sia rifugiato il pastore Ntumi, ex capo ribelle delle forze ninja durante la guerra civile degli anni ’90, poi divenuto funzionario di stato (2007-2016), oggi ricercato per l’organizzazione di una serie di attentati nel Paese all’indomani delle ultime elezioni presidenziali. Il presidente Nguesso continua a ridimensionare la questione, definendo la crisi del sud come “un affare di banditi”, ma le informazioni sulla situazione securitaria della regione restano poco chiare. Il governo stima la presenza di 5.000 sfollati interni (l‘UNHCR parla di 13.000 persone in fuga), ma non è chiaro se quest’esodo sia legato ad operazioni militari governative indiscriminate o all’azione dei ribelli ex ninja. L’ottobre scorso, al riacuirsi delle tensioni nella regione, alcuni parlamentari dell’opposizione avevano chiesto l’apertura di un’inchiesta parlamentare, che tuttavia non è stata avviata. L’Observatoire congolais des droits de l’homme accusa le autorità di Brazzaville di non voler risolvere politicamente la questione del Pool e perpetrare gravi violazioni dei diritti dell’uomo nella regione. Il mancato seguito dato alle richieste di chiarimento e i recenti arresti dei rappresentanti di Ntumi a Brazzaville esprimono una certa ambiguità dell’entourage di Nguesso in proposito.

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