La navetta diplomatica Il Cairo-Asmara e i timori dell’Etiopia

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Il 29 novembre, il presidente dell’Eritrea Isaias Afewerki si è recato al Cairo insieme al ministro per gli affari esteri Osman Saleh e al capo dell’ufficio politico del People’s Front for Democracy and Justice, Yemane Gebreab. La delegazione eritrea è stata accolta direttamente dal presidente Al Sisi e si è trattenuta per due giorni di incontri ufficiali sullo stato delle relazioni bilaterali e gli sviluppi politici nella regione.

Formalmente, il presidente egiziano e la controparte eritrea hanno discusso di come migliorare i progetti congiunti di cooperazione nel settore agricolo e della pesca, nonché di iniziative comuni per combattere il traffico di esseri umani e prevenire la diffusione del terrorismo nella regione. È però possibile che i due capi di stato abbiano parlato anche dei rapporti con l’Etiopia, la cui relazione con l’Egitto è ai minimi termini a causa dell’ostilità del Cairo alla costruzione della Renaissance Dam. Secondo fonti egiziane non meglio identificate, la ratio dell’invito rivolto da Al Sisi al presidente eritreo sarebbe stata proprio quella di mettere pressione su Addis Abeba per indurla a più miti consigli sul progetto di diversione delle acque del Nilo. Da parte eritrea, invece, la visita in Egitto si pone in linea di continuità con la strategia di avvicinamento ai vicini regionali perseguita negli ultimi due anni: l’obiettivo, tra gli altri, è quello di ottenere l’allentamento delle sanzioni imposte dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite dietro pressioni di Addis Abeba.

Non a caso, la visita di Afewerki è stata accolta con preoccupazione dalle autorità etiopiche. Negli ultimi tre mesi, il governo dell’Ethiopian People’s Republic Democratic Front aveva già ripetutamente accusato l’Egitto di fornire sostegno militare e finanziario ad alcuni gruppi armati d’opposizione come l’Oromo Liberation Front e Ginbot 7 che, secondo l’Etiopia, troverebbero riparo logistico in territorio eritreo. La visita diplomatica ha d’altronde seguito di soli due giorni un tentativo di infiltrazione di un centinaio di uomini armati appartenenti a Ginbot 7 nel Tigray occidentale. Sebbene gli insorti siano stati immediatamente intercettati dall’esercito etiopico, il ministero per gli affari esteri di Addis Abeba ha dato grande risalto all’episodio, elevandolo a riprova dell’opportunità che il Consiglio di Sicurezza prosegua sulla strada delle sanzioni nei confronti del vicino settentrionale.

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