Egitto e Iran, il graduale riavvicinamento

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È ufficiale la decisione dell’Arabia Saudita di interrompere la fornitura di petrolio all’Egitto. Il Presidente Al Sisi dovrà ora rivolgersi a nuovi mercati internazionali e, a tal proposito, si fa sempre più probabile l’ipotesi che sia proprio l’Iran a occupare il posto saudita.

Il nuovo corso delle relazioni diplomatiche con la Repubblica Islamica giunge in un momento molto delicato per i rapporti tra Il Cairo e Riyad, su cui pesa il voto contrario dell’Egitto alla risoluzione ONU francese contro i raid russo-siriani su Aleppo, presentata a ottobre. Rapporti già indebolite a causa dallo scarso impegno egiziano nel conflitto yemenita, dove l’Arabia Saudita combatte per difendere il governo legittimo di Sanaa e per contenere proprio le ambizioni geopolitiche dell’Iran. La Repubblica islamica è un avversario di lunga data della dinastia saudita, e lo Yemen, dove Teheran appoggia indirettamente gli Houthi, è uno dei territori in cui si svolge la guerra per procura tra le due grandi potenze della regione mediorientale. Un altro scenario in cui Iran e Arabia Saudita si contrappongono è la Siria. Il Presidente Abdel Fateh al Sisi sembra essere sempre più vicino alle posizioni assunte da Teheran nella crisi siriana, questo spiegherebbe il voto contrario alla risoluzione delle Nazioni Unite. L’Egitto, infatti, punta sulla necessità di applicare una soluzione diplomatica alla guerra civile, sostenendo l’impegno russo al fianco del regime di Damasco, di cui l’Iran è il secondo più grande alleato dopo la Russia. A conferma di quanto detto, l’arrivo agli inizi di novembre di una delegazione militare egiziana a Tartous, presso la base militare russa, per eseguire una ricognizione dell’area di crisi in cui Mosca opera a sostegno dell’Esercito siriano, potrebbe condurre verso un possibile consolidamento dell’asse Russia-Iran-Siria ed Egitto.

Se la cooperazione tra Iran e Russia, infatti, ha un valore strategico sul piano politico-militare, le relazioni di Teheran con Il Cairo potrebbero scombinare le alleanze in Medio Oriente e inaugurare scenari inediti, a partire dal possibile coinvolgimento dell’Egitto nella crisi siriana.

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