Sud Sudan: crisi diplomatica tra Kenya e Nazioni Unite.

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È crisi diplomatica tra Kenya e Nazioni Unite dopo la decisione del Segretario Generale Ban Ki Moon di rimuovere dal comando della missione di peace keeping in Sud Sudan (UNMISS) il generale keniota Kimani Ondieki, nominato a capo del contingente multinazionale nel maggio 2016.
Il provvedimento è stato adottato in seguito alla pubblicazione di un rapporto d’inchiesta sulle violenze scoppiate nella capitale Juba nel mese di luglio, quando le truppe governative del Presidente Salva Kiir si scontrarono con le milizie del SPLM-IO di Riek Machar dando inizio ad una nuova fase nella guerra civile sud sudanese. Secondo il rapporto, il contingente delle Nazioni Unite non fu in grado di assicurare la protezione dei civili e degli operatori umanitari in loco a causa di disorganizzazione nella struttura di comando: da qui, la decisione di rimuovere Ondieki.
Mercoledì 2 novembre il Ministero per gli Affari Esteri di Nairobi ha replicato seccamente, addebitando la mancata tutela del personale umanitario a deficienze di più ampio respiro che esulerebbero dalla competenza dei singoli Paesi contributori. Nairobi ha inoltre annunciato l’inizio delle operazioni di evacuazione dei circa 1300 soldati kenioti schierati all’interno del contingente UNMISS, riconducendo la decisione al venir meno del rapporto di fiducia tra Kenya e Nazioni Unite. Per lo stesso motivo, Nairobi ha messo in dubbio la partecipazione alla missione d’interposizione autorizzata dal Consiglio di Sicurezza nel mese di agosto, a cui il Kenya avrebbe dovuto contribuire insieme con Ruanda e Etiopia.
La rimozione di Ondieki ha parzialmente oscurato un altro importante sviluppo nei rapporti tra Kenya e Sud Sudan: l’arresto di Gatdet Dak, portavoce del SPLM-IO. Dak è stato prelevato mercoledì pomeriggio da agenti kenioti dalla propria abitazione a Nairobi e imbarcato su un volo per Juba, dove si troverebbe attualmente. Il rappresentante del SPLM-IO presso le Nazioni Unite ha condannato la vicenda e chiesto l’intervento di Ban Ki Moon, facendo presagire possibili conseguenze sulla sicurezza degli operatori umanitari kenioti attualmente presenti nelle regioni occupate dalle forze d’opposizione. La consegna di Dak apre nuovi scenari nei rapporti di vicinato con Etiopia e Sudan, notoriamente più vicini alle istanze del SPLM-IO.

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