Libia: accordo tra Serraj e la Banca centrale libica per la ripresa economica

0
652

In seguito al fallimentare colpo di Stato condotto a Tripoli, la posizione del Presidente Al Serraj si è gradualmente indebolita a causa della ulteriore minaccia di Al Thini e Ghwell di avviare le trattative per la formazione di un nuovo governo di unità nazionale. Nel nuovo esecutivo potrebbe esercitare un ruolo importante anche il Generale Haftar, uomo della Cirenaica, vicino al Parlamento di Tobruk e apertamente sostenuto dall’Egitto, ma è presto però dire se il governo di Serraj abbia o meno i giorni contati. Infatti, si è svolto a Londra il summit – presieduto dal Capo della Farnesina Gentiloni, il Segretario di Stato americano John Kerry e il Ministro degli Esteri inglese Boris Johnson – in soccorso alla crisi economica libica, che ha riflessi anche sulla instabilità politica, al fine di riportare ordine nel paese e rilanciare l’economia basata sul mercato del petrolio, invitando tutte le istituzioni economiche a collaborare.

Al vertice – al quale hanno preso parte: l’inviato speciale Onu per la Libia, Martin Kobler; il Direttore per gli Affari politici e la sicurezza francese, Nicolas de Riviere; il Ministro degli Esteri degli EAU, Abdullah bin Zayed, e l’ambasciatore saudita nel Regno Unito, Mohammed bin Nawaf al Saud – il governatore della Banca centrale libica, Saddek Elkaber, il Presidente della Compagnia petrolifera nazionale (Noc), Mustafa Sanallah, e il responsabile del Fondo sovrano libico (Lia), Ali Mohamed, hanno siglato con il Presidente Serraj un accordo che prevede la ripresa dei finanziamenti destinati al Paese, attingendo alle riserve della Banca centrale libica. Si parla di undici milioni di dineri, circa sette milioni di euro, risorse stanziate per assicurare alla popolazione i servizi necessari e che andranno a coprire le spese riguardanti la sicurezza e l’energia. Non sono mancate, a tal proposito, le reazioni da parte di qualche esponente interno all’esecutivo di Serraj. Al Qatrani, membro del Consiglio di presidenza del governo di Tripoli, rappresentante della regione Cirenaica, dunque fedele al Generale Haftar, ha criticato questa congiunzione tra Banca centrale e il governo, che dovrebbe rendere più immediata e proficua l’attuazione delle misure finanziarie, affermando si sia trattata di un’operazione sottratta alle funzioni del Parlamento libico, unico organo legislativo.

È chiaro che un accordo di questo tipo serva alla comunità internazionale per stabilizzare il futuro economico della Libia e, allo stesso tempo, rafforzare il ruolo del Presidente Serraj per contenere i contraccolpi dovuti alla spaccatura politica interna, ma resta prioritario nell’agenda diplomatica l’impegno militare contro le milizie dello Stato Islamico e, nella fase successiva, il dialogo politico tra le parti per assicurare alla Libia un governo federale che garantisca la rappresentanza regionale ed etnica del Paese.

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here