Il Ghana verso le elezioni presidenziali

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Il 7 dicembre il Ghana verrà chiamato alle urne per eleggere il presidente ed i membri del parlamento, dopo le contestate elezioni del 2012. In quell’occasione, quando John Mahama venne eletto presidente, l’opposizione scese in piazza per manifestare il proprio dissenso e la polizia placcò la rivolta. Quando manca poco più di un mese alle elezioni, il dibattito politico entra nel vivo ed i principali partiti politici lanciano un appello al rispetto del processo democratico.

La decisione della commissione elettorale di escludere ben 13 dei 17 candidati alla carica di presidente  ha scatenato dure reazioni e alimentato le preoccupazioni degli osservatori internazionali. Tra gli esclusi spiccano i nomi di un importante uomo d’affari e politico di spicco del Progressive People’s Party, Papa Kwesi Nduom, e la ex first lady, Nana Konadu Agyeman-Rawlings. Le motivazioni delle esclusioni riguardano il mancato rispetto di alcune formalità legate alla presentazione delle candidature. La stessa Agyeman-Rawlings ha preso una posizione chiara, ritenendo ingiusta la sua esclusione. I candidati presidenti che sono stati estromessi in seguito alla decisione della commissione hanno presentato ricorso e , come accaduto già nelle precedenti elezioni politiche, la commissione elettorale diventa l’oggetto delle critiche da parte dei principali uomini politici ghanesi. Nel 2012, fu proprio la commissione elettorale a dover dirimere la questione della proclamazione ufficiale del vincitore, proclamando il National Democratic Congress (NDC) come vincitore e provocando quindi il ricorso, in seguito rigettato, alla corte suprema da parte del New Patriotic Party (NPP), attualmente uno dei più importanti partiti d’opposizione in Ghana.

Il 27 ottobre la commissione elettorale ha bocciato il ricorso di Agyeman-Rawlings e di Papa Kwesi Nduom, che non sembrano disposti a farsi da parte e sembrano intenzionato a fare ricorso alla corte suprema. Il National Democratic Congress ha preso posizione sulla questione, ritenendo che in questo modo si rischia di far slittare le elezioni e delegittimare il ruolo istituzionale della commissione elettorale.  Il rischio che la battaglia politica possa degenerare sembra però da escludere, infatti proprio nei giorni scorsi gli esponenti dei principali partiti politici del Ghana, compresi l’NDC e il NPP, hanno organizzato una manifestazione per promuovere il rispetto di una campagna politica pacifica, impegnandosi a rispettare il verdetto delle urne.

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