Il Libano ha il suo 13° presidente dopo due anni e mezzo di stallo

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Michel 'Awn, tredicesimo presidente della repubblica libanese (© AFP)

Il Libano ha eletto il suo tredicesimo presidente della repubblica. Con 83 voti su 127, nella mattinata del 31 ottobre, il parlamento libanese ha consegnato al generale Michel ‘Awn l’incarico alla più alta carica istituzionale del paese. ‘Awn non è riuscito a ottenere i due terzi dei voti necessari per l’elezione in prima sessione. La sua elezione è avvenuta secondo il criterio della maggioranza assoluta richiesta per le sessioni successive e ha posto fine a due anni e mezzo di stallo istituzionale, iniziati nel maggio 2014 con la fine del mandato di Michel Sulayman. In assenza di un accordo, tutti i precedenti 45 tentativi di elezione erano stati sistematicamente boicottati.

Nel suo discorso di insediamento, il neo-eletto presidente ha affermato che il primo passo verso la stabilizzazione del paese risiede nella stabilità politica, raggiungibile solo attraverso una continua condivisione e partecipazione di tutte le forze politiche nazionali al Patto nazionale, senza alcuna discrezionalità. Sempre per ciò che riguarda la politica interna, ha sottolineato la necessità di elaborare una legge elettorale capace di garantire una giusta rappresentatività di tutte le forze politiche. Il presidente ‘Awn ha inoltre sottolineato che il Libano deve restare lontano dai conflitti che imperversano nella regione, aggiungendo che «non sarà risparmiato alcuno sforzo per liberare quei nostri territori che rimangono sotto l’occupazione israeliana».

Il generale maronita, leader del al-Tayyar al-Watani al-Hurr, è alleato di ferro di Hizbullah sin dal 2006 e risulta «il primo candidato della Resistenza» a essere eletto presidente. Per questa ragione, secondo alcuni osservatori, l’elezione di ‘Awn rifletterebbe l’incapacità di Washington e dei suoi alleati nell’imporre al Libano un candidato compiacente. Di contro, è stato evidenziato che per la prima volta, nella storia del Libano indipendente, è venuto meno l’esplicito e manifesto ruolo di Damasco nella scelta della più alta carica libanese. L’elezione di ‘Awn è infatti l’esito di un accordo trasversale che comprende anche la formazione di un nuovo governo con a capo Sa’ad Hariri, leader di al-Mustaqbal, personaggio politico vicino a Riyad e gradito alle capitali occidentali. Comunque la si guardi, si tratta della prima volta, nella storia del Libano indipendente, che una scelta così importante è il frutto di un accordo tutto interno alla politica libanese, senza visibili ingerenze straniere.

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