Summit regionale sulla Regione dei Grandi Laghi: placet a Kabila

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Mercoledì 26 ottobre si è tenuto a Luanda il 7° incontro al vertice del Meccanismo di Supervisione Regionale della Struttura di Pace, Sicurezza e Cooperazione (PSCF) per la Repubblica Democratica del Congo e la Regione dei Grandi Laghi.

L’incontro, co-organizzato da NU, SADC, UA e Conferenza Internazionale sulla Regione dei Grandi Laghi (CIRGL) è stato convocato per analizzare la crisi politica in DRC, Burundi, Sud Sudan e Repubblica Centrafricana e per valutare i progressi nell’applicazione del PSCF (accordo firmato nel 2013).

La crisi politica congolese è stata al centro delle attenzioni del summit. Un comunicato di 33 ong del Paese chiedeva che l’incontro rimettesse in discussione l’accordo del 18 ottobre fra governo e parte dell’opposizione per il rinvio delle elezioni alla primavera 2018 e il mantenimento di Joseph Kabila alla presidenza per il periodo di transizione. Un recente sondaggio condotto dal Congo Research Group della New York University sembra dimostrare il seguito di tali istanze nella popolazione congolese. Il summit di Luanda, tuttavia, ha deluso chi sperava che la questione venisse affrontata. Gli stati della regione si sono infatti limitati a condannare le violenze del Paese del 19-20 settembre, congratulandosi con il presidente Kabila per la convocazione del dialogo nazionale e felicitandosi dell’accordo raggiunto.

La conferenza sembra essersi espressa con altrettanta discutibile prudenza sul dossier burundese e centrafricano. Nel primo caso limitandosi a incoraggiare la partecipazione delle parti al dialogo mediato da Benjamin Mkapa per conto dell’EAC; nel secondo caso, concentrando le raccomandazioni sulle minacce poste dal LRA nel Paese.

L’incontro di Luanda sembra quindi confermare come l’atteggiamento dominante fra gli stati della regione di fronte a situazioni di “crisi interna” resti l’appoggio alle autorità in carica in nome della stabilità. Solo lo scoppio di violenze eclatanti, come in Sud-Sudan, portano a pronunciamenti velatamente più critici.

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