Kuwait e Qatar incalzati da Usa: «Manca la volontà politica di contrastare il finanziamento del terrorismo».

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Rappresentanti dei Paesi partecipanti all'incontro del Gruppo di contrasto al finanziamento di Da'ish, Kuwait. (© AFP - Yasser Al-Zayyat)

Il vice ministro degli Esteri del Kuwait, Khaled al-Jarullah, ha ammesso che «c’è ancora molto lavoro da fare» per limitare il finanziamento delle organizzazioni terroristiche. La dichiarazione giunge durante l’apertura del sesto incontro del gruppo di contrasto al finanziamento di Da’ish, svoltosi in Kuwait nella giornata di lunedì 24 novembre. Il gruppo di lavoro nasce dalla riunione ministeriale dei Paesi della coalizione internazionale guidata dagli Stati uniti contro l’autoproclamato “Stato islamico”.

Nel suo discorso inaugurale, il vice ministro degli Esteri ha sottolineato l’impegno che il suo governo ha messo in atto per recidere le donazioni di cui beneficiano i gruppi estremisti. Al-Jarullah ha infatti affermato che il suo Paese «ha intrapreso un lungo percorso per lo sviluppo di una legislazione che regoli le raccolte dei fondi», facendo inoltre riferimento al coordinamento e alla cooperazione dei dispositivi di contrasto a livello nazionale con quelli previsti su scala regionale e internazionale. Al-Jarullah ha inoltre fatto cenno al monitoraggio delle situazioni che potenzialmente possono essere ricondotte al finanziamento del terrorismo, ammettendo che «di tanto in tanto possono esserci delle falle nel sistema». In ogni caso, sempre secondo l’esponente kuwaitiano, è necessario proseguire negli sforzi per regolare il processo di controllo di tali finanziamenti e impedire ogni afflusso di denaro in quella direzione.

Le parole di Khaled al-Jarullah sono la risposta alle richieste di Adam J. Szubin, sottosegretario al Tesoro degli Stati uniti, che sabato aveva invitato il Kuwait e il Qatar a rafforzare i rispettivi ordinamenti in tema di lotta al riciclaggio di denaro e finanziamento del terrorismo. L’incaricato di Washington al contrasto del terrorismo finanziario aveva esplicitamente accusato i due Paesi di non avere «la volontà politica necessaria né la capacità di applicare le norme in tema di contrasto al finanziamento delle organizzazioni terroristiche, indipendentemente dalla affiliazione di tali organizzazioni». A sottolineare l’importanza di prosciugare le fonti di finanziamento dei gruppi terroristici, il sottosegretario al Tesoro aveva fatto notare come la «riduzione degli stipendi» avesse portato numerosi combattenti di Da’ish ad abbandonare il campo di battaglia di Mosul.

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