Libano. Nasrallah appare in pubblico per le commemorazioni dell’Ashura

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Hasan Nasrallah, Segretario generale di Hezbollah, in occasione dell'Ashura (© 'Issam Kobaissi, "al-'Ahd")

Nella serata di martedì 11 ottobre il Segretario generale di Hezbollah, Hasan Nasrallah, ha tenuto un discorso dal vivo sui recenti sviluppi della situazione mediorientale. Il discorso giunge alla vigilia delle commemorazioni dell’Ashura, giornata sacra per l’Islam sciita. Si è trattata di una delle rare apparizioni dal vivo di Hasan Nasrallah, riservate a congiunture delicate sul piano regionale. Il Segretario di Hezbollah ha attaccato l’Arabia saudita e gli Stati uniti in quanto responsabili della guerra in Yemen e dell’ulteriore degenerazione del conflitto siriano.

Rivolgendosi alle migliaia di fedeli presenti nel complesso “Sayyid al-Shuhada”, dedicato alle adunate di Hezbollah nella periferia meridionale di Beirut, il Segretario del partito ha accusato gli Stati uniti di aver tradito la tregua di Aleppo e di aver così allontanato la speranza di una soluzione politica del conflitto. «Settimane fa c’è stata la possibilità di raggiungere un cessate-il-fuoco in Siria attraverso l’accordo tra Russia e Stati uniti, ma questi ultimi sono venuti meno agli accordi raggiunti». Inoltre, ha ribadito che Hezbollah non si sottrarrà ai suoi impegni in Siria, dove si difendono «l’Asse della Resistenza, la Palestina, la storia, la dignità e il futuro».

Tuttavia, le accuse di Nasrallah si sono rivolte in particolar modo contro l’Arabia saudita, doppiamente colpevole di aver rifiutato qualsiasi soluzione politica in Siria e di aver scatenato nello Yemen «una guerra inutile e senza senso». Secondo l’interpretazione del Segretario di Hezbollah, l’aggressione saudita contro Sana’a rappresenta «il riflesso dell’odio e del rancore wahhabita dei sauditi». La guerra avrebbe inoltre rivelato che l’Arabia saudita non è più in grado di raggiungere i propri obiettivi contro «centinaia di migliaia di coraggiosi combattenti che stanno lottando da più di un anno e mezzo».

Per quanto riguarda la situazione interna libanese, Hasan Nasrallah si è detto ottimista per gli ultimi sviluppi riguardo l’elezione del Presidente della repubblica, in sospeso dal maggio 2014, invitando «alleati e amici a riprendere il loro posto nel governo». Secondo Nasrallah tutte le parti in gioco sono concordi sulla necessità di preservare «stabilità, sicurezza e pace civile» in Libano e, pertanto, è doveroso sostenere gli sforzi dell’Esercito e degli apparati di sicurezza impegnati nel combattere i gruppi takfiristi sostenuti dalle monarchie del Golfo.

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