Arrestato l’Emiro di Da’ish nel sud del Libano

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'Imad Yassin subito dopo l'arresto. (© Lebanese Army)

Nella mattinata del 22 settembre le forze di sicurezza libanesi hanno annunciato l’arresto di ‘Imad Yassin, il cosiddetto “emiro di Da’ish” a ‘Ayn al-Hilwah, il più grande campo profughi palestinese presente in Libano con oltre 80 mila abitanti. La cattura si è resa possibile grazie a un’operazione mirata dell’esercito libanese, intervenuto in seguito a uno scontro a fuoco avvenuto la scorsa notte tra appartenenti all’organizzazione Jund al-Sham e il movimento Al-Fatah.

‘Imad Yassin, classe 1969, è stato esponente di ‘Usbat al-Ansar al-Islamiyya fino al 2003, anno in cui diede vita all’organizzazione Jund al-Sham. Secondo fonti dell’intelligence militare libanese egli sarebbe coinvolto nella preparazione di operazioni terroristiche all’esterno del campo profughi palestinese, nel Monte Libano e nel sud del Paese. Recentemente è stato inoltre accusato di essersi affiliato al cd. “Stato islamico” e di sostenere diversi gruppi ispirati all’islamismo radicale.

In una nota dell’esercito si legge che l’operazione, attuata nella mattinata di oggi, è stata resa possibile grazie a una precisa attività di osservazione e pedinamento, culminata nell’arresto dell’emiro all’interno di ‘Ayn al-Hilwah, nei pressi di Sidone. L’uomo stava pianificando l’esecuzione di diversi attentati esplosivi contro postazioni dell’esercito, infrastrutture pubbliche, zone turistiche e mercati, da mettere in atto con l’aiuto di gruppi esterni al Paese.

Secondo l’agenzia stampa di Stato NNA, l’esercito avrebbe ora intrapreso tutte le misure necessarie per rimettere in sicurezza gli accessi di ‘Ayn al-Hilwah, intensificando i controlli in entrata e in uscita dal campo palestinese. Parole che trovano riscontro anche nelle dichiarazioni di Munir al-Maqdah, capo delle forze palestinesi di sicurezza interne ai campi, secondo il quale la calma sarebbe ritornata all’interno del campo e gli scontri della notte scorsa avrebbero rappresentato un caso isolato. Tuttavia, l’emittente satellitare al-Mayadeen riporta la presenza di uomini armati incappucciati che continuano ad aggirarsi nelle zone in sui si sono verificati gli scontri.

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